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CURIOSITÀ

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PERSONAGGI FAMOSI

…“In quest’area, dove anche il male viene dimenticato e dove ogni ferita viene guarita", ha detto il prof. Antun Barac; oltre a lui, qui nacquero altri personaggi importanti della vita pubblica e culturale croata.

J.J. Klović
Uno dei più insigni rappresentanti nel campo della miniatura europea e mondiale, nato a Vinodol nel 1489; già da giovane si reca in Italia, prima a Venezia e poi a Roma, Mantova, Firenze e in altre città, dove vengono realizzati i suoi capolavori in miniatura; fin da subito entra nel giro degli artisti più importanti del XVI secolo, come Michelangelo, Raffaello, El Greco e altri. I suoi lavori, inseriti tra le opere del manierismo, sono esposti nelle più prestigiose gallerie e musei del mondo; in Croazia, si trova solamente l’opera “Gloria in excelsis deo”.
 
Antun Barac
Nel 1894 nasce a Kamenjak (Grižane) il prof. Antun Barac, storico della letteratura croata che, dopo la scuola elementare di Grižane, continua la propria educazione a Fiume e quindi a Zagabria, dove consegue il dottorato („Tesi su Vladimir Nazor“). Lavora come professore al liceo classico di Sušak e a Zagabria, poi come docente di letteratura croata contemporanea presso la Facoltà di filosofia di Zagabria. L’attività letteraria inizia con la pubblicazione di indovinelli e poesie, proseguendo con studi di elevato spessore, saggi e critiche letterarie su quasi tutti gli scrittori più importanti del XIX e della prima metà del XX secolo, raccolti in una ventina di libri.
 
Mihovil Kombol
Altro grande storico della letteratura, nato nel 1883 a Bribir, dove frequenta la scuola elementare; completa la scuola media a Sušak e a Senj, e l’università a Vienna, dove consegue il dottorato con una tesi dal titolo "Dell'accentuazione del dialetto dell'area di Bribir". Lavora come professore nelle scuole medie di diverse città, tra cui anche Vukovar, per poi dare lezioni di letteratura croata antica prima alla Facoltà di filosofia e poi all'Accademia di arte teatrale di Zagabria. I suoi studi, saggi e critiche sono numerosi ed è conosciuto in particolare per l’ottima traduzione della "Divina commedia", in seguito illustrata con disegni di J.J. Klović. Muore il 9 novembre 1955, proprio come Antun Barac.
 
Josip Pančić
A Bribir, nel paese di Ugrina, nasce nel 1814 il prof. Josip Pančić, famoso botanico e docente di scienze naturali. Completa gli studi a Bribir, Gospić e Rijeka, e si laurea presso l’università di Pest. Trascorre gran parte della sua vita in Serbia, dove diventa il primo presidente dell’Accademia serba delle scienze e delle arti. Scopre numerose specie animali e botaniche ed è conosciuto in particolare per l’Omorica picea, noto anche come “abete rosso di Pančić”. Muore nel 1888.


In questa regione sono nati anche i seguenti personaggi illustri:
A Novi Vinodolski:
  • Antun Mažuranić (1805-1888), professore e slavista
  • Ivan Mažuranić (1814-1890), bano e autore letterario
  • Matija Mažuranić (1817-1881), scrittore di viaggi
  • Fran Mažuranić (1859-1928), autore letterario

A Crikvenica:

  • Ivan Kostrenčić, storico della letteratura
  • Ivan Skomerža, inventore e nome importante nella storia della pesca
LO STATUTO DI VINODOL
Lo Statuto di Vinodol è il testo più antico di diritto medievale pubblico della Croazia, redatto in dialetto ciacavo e alfabeto glagolitco antico.
Il 6 gennaio 1288, si tenne a Novi Vinodolski un incontro tra il conte di Veglia Leonardo e i rappresentanti di nove città-comuni di Vinodol, ossia Novi Vinodolski, Ledenice, Bribir, Grižane, Drivenik, Hreljin, Bakar, Grobnik e Trsat, che firmarono lo Statuto.
In esso si regolano i rapporti tra i conti di Veglia e gli abitanti di Vinodol. Infatti, con l'atto di donazione del re croato-ungarico Andrea II, nel 1225 Vinodol divenne proprietà dei nobili di Veglia. I contadini liberi si rifiutarono di diventare coloni e, per questo motivo, diedero inizio a una serie di scontri che durarono fino al 1288, quando la gente di Vinodol riconobbe l’autorità dei conti di Veglia ricevendo in cambio dei favori.
Anche se si tratta di una legge che, principalmente, favorisce gli interessi dei feudatari, lo Statuto di Vinodol contiene numerose novità nel campo del diritto amministrativo, penale e processuale. È un documento importante di diritto comune croato e, al tempo stesso, uno spaccato sul processo di feudalizzazione in Croazia, che dimostra l'alto livello di sviluppo delle società attorno a Vinodol nel XIII secolo.



ALFABETO GLAGOLITICO
L’alfabeto glagolitico è un alfabeto slavo antico, emerso nella metà dell’XI secolo, che rimase presente in Croazia fino a tutto il XIX secolo, benché già nel XVI secolo cominciasse a essere soppiantato dall’alfabeto latino. L’alfabeto glagolitico si presenta in due varianti: il glagolitico bulgaro, o rotondo, e il glagolitico croato, o quadrato. Tra gli autori in alfabeto glagolitico principali, spiccano San Cirillo e San Metodio che traducevano i libri sacri in questa antica lingua slava.
Nelle terre di Vinodol, un gran numero di documenti fu redatto in lingua croata e in alfabeto glagolitico. Sono di grande valore per le considerazioni sulla situazione sociale, economica e culturale durante lo sviluppo storico di quest’area. Benché non tutti rivestano la stessa importanza, tuttavia restano una fonte preziosa di informazioni su Vinodol e sui suoi antichi abitanti, sui nomi di famiglia più comuni in Croazia, sulla normativa del tempo, sulla topografia, sui termini popolari che aiutano a comprendere più a fondo il croato antico… Inoltre, siccome “la gran parte dei documenti scritti in alfabeto glagolitico trae origine nelle aree in cui si usava il dialetto ciacavo, tali testimonianze sono fondamentali nell’analisi di questo nostro dialetto”.
Prof. Ivan Barbarić
 
 

 
LEGGENDE

 
LEGGENDA DI SAN GIORGIO
San Giorgio e Santa Barbara si recavano spesso assieme nei boschi, Barbara a piedi e Giorgio a cavallo. Un giorno, giunti in cima alla Gornja strana (Parte superiore), si aprì dinanzi a loro una grande valle (Vinodol). San Giorgio saltò, con il suo cavallo, dalla parte superiore a quella inferiore del monte, verso il mare. Ancor oggi, su una roccia, si possono vedere i segni degli zoccoli, della sciabola e degli stivali. Invece Santa Barbara, che era a piedi, non riuscì a saltare oltre la valle; perciò, scese un po’ più in basso, in un paesino chiamato Podskoči, e attraversò la valle a piedi. A Podskoči si possono ancora vedere le tracce delle sue scarpe e del suo fuso. Nel punto in cui saltò San Giorgio, la gente di Bribir eresse una chiesa a lui intitolata; invece, sulle tracce di Santa Barbara, sorse una cappella che le fu dedicata.


LEGGENDA DI DRIVENIK
Questa storia popolare narra di come, una volta, gli Ottomani conquistarono il castello di Drivenik, in cui vivevano donne, anziani, bambini e alcuni soldati rimasti a difendere la città, mentre la gran parte dell‘esercito combatteva presso il villaggio di Ledenice. Inizialmente, le donne si difesero così bene che respinsero l’attacco degli Ottomani, i quali iniziarono la ritirata. A tale vista, le donne cominciarono a schernire gli Ottomani. Quest’ultimi, resisi conto di essere stati sconfitti da un gruppo di donne, si infuriarono, tornarono all’attacco e infine conquistarono il castello di Drivenik.


MALIKOVA ŠKULJA (CAVITÀ DI MALIK)
Nella zona attorno al villaggio di Grižan si trovano numerose cavità naturali. Alcune di esse sono chiamate Malikove škulje (Cavità di Malik). Secondo alcune credenze antiche, queste cavità sono abitate dai Maliki, gente di bassa statura, vestita sempre di rosso, con un cappuccio sulla testa dello stesso colore.


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